“Questa maggioranza ha scelto di affossare una normativa, finalizzata ad aggiornare la legge 20/2007, nata dal confronto con i centri antiviolenza, con le associazioni che ogni giorno lottano per salvare vite, con chi conosce il problema sul campo. E lo ha fatto non per migliorarla, non per proporre alternative più efficaci, ma solo per meri calcoli politici e personalismi. Avete consolidato la precarietà dei servizi, avete negato qualsiasi pianificazione seria e addirittura deciso di mantenere la totale discrezionalità nella distribuzione dei fondi, trasformando tutto in una pioggia di contributi senza logica e senza una reale strategia”.
“L’approccio scelto non solo non risolve i problemi esistenti, ma li aggrava. Avete lasciato in balia dell’incertezza servizi essenziali come i Centri Antiviolenza e le Case Rifugio, strumenti già fragili, che avrebbero avuto bisogno di un sostegno strutturato e duraturo. Abbiamo proposto un disegno organico, capace di rispondere alla gravità del fenomeno della violenza, ma avete scelto di affossarlo per pura propaganda. A chi andranno questi soldi? Per fare cosa? Nessuno lo sa”.
“Questa maggioranza ha aggiornato la legge senza che producesse nessun effetto concreto. I servizi rimangono precari. Non si mettono insieme i diversi flussi finanziari nazionali, regionali ed europei. Non c’è alcuna visione d’insieme. Si continua a navigare a vista, mentre le donne continuano a subire violenze e i servizi restano in balia di finanziamenti occasionali e mai strutturati”.
“Una scelta irresponsabile, le vittime pagheranno il prezzo più alto. Questa non è politica, questa è irresponsabilità. Avete preferito affossare una legge utile piuttosto che riconoscere il valore di un lavoro condiviso. E la cosa più grave è che a pagare il prezzo di queste scelte non sarete voi, ma le vittime, che ogni giorno cercano sostegno e trovano solo istituzioni che fanno a gara a chi si prende i meriti, anziché risolvere i problemi – conclude Bruni -. Le donne che subiscono violenza non possono più aspettare. Il vostro immobilismo le condanna”.