Parla Mimmo Bevacqua: “Pd inesistente in Calabria? Macchè. Occhiuto ha fallito e noi costruiamo l’alternativa”

Il capogruppo dei Dem a palazzo Campanella respinge le accuse di opposizione alla camomilla. In questa intervista esclusiva, risponde a tutto campo: dalle regionali alla trasparenza nella Film Commission, fino al fallimento della sanità sotto il governo Occhiuto

Quando gli dico che, a volte, i consiglieri regionali dem danno l’impressione di seguire più la linea del signor Bonomelli, quello della camomilla, che il diritto dovere di suonarle alla maggioranza, Mimmo Bevacqua mi manda moderatamente anzi, democristianamente, visti i suoi trascorsi, a quel paese. Non piacciono, al capogruppo del Pd a Palazzo Campanella, i pensieri malsani che nutro (anche) da questa tribuna. E li rintuzza come leggerete nell’intervista che mi ha concesso.

Consigliere, l’impressione che si coglie è che la stagione congressuale sarà costituente di un modo nuovo di concepire il PD, più legato ai territori e più aggressivo in vista delle regionali. Siete pronti?

Che il nostro partito debba stare sui territori non è una novità, ma è scolpito nel suo Dna. L’iniziativa organizzata di recente dal gruppo regionale, con la presenza di otto regioni, è la testimonianza più evidente di come noi consideriamo essenziali i territori nella vita del partito. In Calabria, la fase congressuale per me deve rappresentare l’occasione di consolidamento di tali rapporti con il territorio, comprendendo che la credibilità e la forza del partito passano attraverso la sua proposta e l’unità del suo gruppo dirigente. Il che non significa unanimismo, ma la capacità di favorire un dibattito aperto e franco tale da fare diventare il nostro partito attrattivo anche per quelle voci che non vi si riconoscono pienamente e che chiedono coinvolgimento e considerazione.
Significa, nello stesso tempo, anche favorire e dare spazio alle tante energie fresche presenti nella nostra regione. Ecco perché io non solo sostengo e condivido la riconferma di Nicola Irto alla segreteria regionale, ma penso che la sua riconferma consentirà al partito di consolidare la propria leadership all’interno del centrosinistra calabrese, legittimando il PD a costruire una proposta alternativa all’attuale governo di centrodestra che ha negato ogni speranza di sviluppo alla Calabria. Un percorso che darà ancora più forza all’opposizione in consiglio regionale”.

-A Roma vogliono conquistarla la nostra regione, in Calabria avete pure voi la stessa intenzione? Guardi, la domanda non è affatto provocatoria poiché noto un po’ di rassegnazione dalle vostre parti. Come contrasterete Occhiuto nell’ultimo scorcio di legislatura?

L’azione di opposizione del PD in Calabria, nonostante spesso ci troviamo a lottare in solitudine e a mani nude contro una maggioranza muscolare e blindata, è tutt’altro che rassegnata. Anzi, è un’azione costante e costruttiva, che ha trovato ampio riconoscimento a livello nazionale. La segretaria Elly Schlein ha più volte sottolineato la forza e la determinazione del PD calabrese, sia durante gli Stati Generali della Montagna, sia durante l’iniziativa PD “Nord e Sud uniti” promossa dal gruppo consiliare a Rende. La partecipazione della segretaria ha testimoniato l’importanza di un progetto condiviso per il futuro della Calabria.
La nostra opposizione è forte, e in vista delle regionali lavoriamo per far sentire la voce dei calabresi contro l’immobilismo del governo Occhiuto e la mancanza di una visione complessiva per lo sviluppo della Calabria. A me fa rabbia, e lo dico senza fare polemica, non solo quando una certa stampa non dà spazio al lavoro dell’opposizione ma soprattutto quando certi soloni, che non solo da trent’anni svolgono ruoli di responsabilità in questa nostra regione, ma anche tutt’ora, cercano di dare lezioni su come si fa opposizione.
Le nostre battaglie le conduciamo senza sosta, quotidianamente, come dimostrano i fatti, i riconoscimenti a livello nazionale; e come dimostreremo con un’iniziativa pubblica che terremo durante la fase congressuale”.

-Parlando con esponenti di Sinistra, Avs in particolare e Movimento 5 Stelle, ho scorto un certo dispiacere per il fatto che il PD abbia lasciato l’ultima parola ad Occhiuto sulla trasparenza di Film Commission, una battaglia che fino alla scorsa settimana avevate condotto insieme.

Questa domanda mi pare presupporre qualcosa di poco aderente ai fatti. Vorrei ricordare che la prima nota in merito la fece il collega Alecci più di un anno fa e che il collega Mammoliti ha per tempo sollevato il tema. E poi mi sembra che una nota congiunta l’abbiano fatta, su proposta del collega Tavernise, il sottoscritto e Lo Schiavo. Se poi lei si riferisce all’interrogazione discussa in consiglio non capisco cosa avremmo potuto fare considerato che, come lei sa, è esattamente così che sono regolate le interrogazioni. La questione della Film Commission ha visto una presa di posizione comune da parte delle opposizioni. La battaglia per la trasparenza è sempre stata una priorità per noi, come per gli altri gruppi di minoranza. L’attenzione alla trasparenza e alla corretta gestione delle risorse pubbliche è una battaglia che continueremo a portare avanti insieme e, se necessario, come anticipato dal collega Lo Schiavo svolgendo insieme la funzione ispettiva”.

-Consigliere Bevacqua, Lamezia, Rende, Cassano e altre municipalità saranno chiamate al voto in tarda primavera. Cosa si aspetta dalla prossima tornata amministrativa?

Questo è un tema che riguarda più il partito inteso come organismo dirigente. Tuttavia, come consiglieri regionali stiamo cercando di dare una mano nelle varie realtà in cui siamo radicati, per favorire le opportune aperture; senza cullarci in una presunta e presuntuosa autosufficienza che, semplicemente, non esiste. Ritengo ottima la scelta di Doris Lo Moro a Lamezia; ora pensiamo a chiudere bene anche a Rende. A tal fine, il PD ha promosso una iniziativa pubblica per giovedì 20, chiamando a raccolta le forze di centrosinistra e del civismo locale. Anche a Cassano, credo si sia operata un’ottima scelta e sono certo che riconfermeremo la guida di quella città. Le sfide sono molte, ma siamo pronti a raccoglierle”.

-Parliamo di sanità, che idea si è fatta del nuovo commissariamento?

Il nuovo commissariamento della sanità in Calabria è l’ennesima conferma del fallimento del governo Occhiuto e della gestione del centrodestra, che dura ormai da sei anni. Il fatto che sia stato richiesto lo stato di calamità al governo nazionale per completare la costruzione degli ospedali, testimonia l’incapacità di una giunta regionale che, invece di garantire servizi e infrastrutture sanitarie, ha contribuito ad aggravare la situazione. La mancanza di una visione complessiva che guardi alla conformazione del nostro territorio, alla necessità di potenziare la medicina territoriale e la telemedicina, si unisce a organici sottodimensionati e ai ritardi nella costruzione dei nuovi ospedali, ora certificati.
Ad essere certificato è il fallimento dell’azione politica di Occhiuto e dello stesso commissariamento. Il gruppo del PD ribadisce che la Calabria merita una sanità pubblica efficiente, che risponda alle esigenze dei cittadini, con particolare attenzione verso le categorie fragili e ai territori più in difficoltà”.

Intervista di Ugo Floro su Calabria 7 del 18 marzo 2025

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